hello.

A bird doesn’t sing because it has an answer. It sings because it has a song.

Maya Angelou

Apple predictive keyboard

Non mi piace molto l’abbinamento tra banner e intestazione. La mia vita è una bella giornata. Mi sono innamorata del mio paese e non ho mai avuto problemi con la sua musica. La cosa più importante per me è la mia migliore amica a distanza di sicurezza. Mi sono appena svegliata e ho fatto un sogno bellissimo. Non è un gioco molto divertente ma un altro giorno di scuola. La cosa che ti piace. Mi è venuta voglia di fare un giro in centro con il mio idolo e non ho capito che è una cosa che non si può fare. 
Mi sono innamorata di un altro.

Questa è invece la tastiera predittiva di iOS8. Mi sono limitata a scegliere tra i suggerimenti proposti, senza introdurre parole. 
Mi sembra abbia una rete di associazioni tra termini un po’ più complessa di SwiftKey (che ha gli incipit abbastanza standard). È molto più fantasiosa, tira fuori cose come “la mia migliore amica” o “ho fatto un sogno bellissimo”.
Insomma l’intelligenza artificiale nell’anno 2014 è riuscita a produrre Forrest Gump.

SwiftKey

Apple ha rilasciato alcune cose che mi hanno fatto la richiesta di amicizia. Non ho ancora capito se il mio indirizzo email sarà utilizzato per il momento. E poi mi sono accorto che il tuo numero di cellulare è sempre un grande favore. Grazie a te e a me non è un problema. Apple ha detto che la cosa più importante è che non ci si può dire se è possibile, ma anche la tua casa a San Marino è un casino. Non so se ti interessa. Non ho mai avuto problemi a trovare un posto di ricercatore presso la vostra attività. Steve Jobs in India e non solo per i miei dati personali. Ma se vuoi ti posso dare una mano.
i
Phone di un altro che la cosa non mi piace molto. IPad che non si sa mai che ti ha fatto. iMac e la mia mail è arrivata. Non è possibile che non ci sono filtri. Ma è anche un bel lavoro di gruppo. Non ho mai avuto un problema con la sua disponibilità per questo motivo che non si può dire. Apple ha rilasciato alcune delle cose più belle. Ma non ho mai avuto un ruolo importante per la tua pubblicità su questo sito.

Questo è quello che succede se si imposta SwiftKey come tastiera e si utilizzano in sequenza i suoi suggerimenti.
Le mie uniche aggiunte sono state Apple, iPhone, iMac, iPad, parole a cui SwiftKey abbina subito suggerimenti più mirati.
Insomma, un generatore automatico di post, quasi indistinguibili da quelli umani che si leggono a volte su alcuni blog.

Dobbiamo puntare alle cose essenziali, eliminare ogni effetto ridondante, ogni inutile fioritura, per elaborare un concetto su basi matematiche, sulle idee fondamentali, sulle strutture elementari; abbiamo fortemente bisogno di evitare sprechi ed eccessi

AIAP | Notizie | A proposito di AG Fronzoni

Prendere molto seriamente il less is more.
Ma non è un po’ triste? Basi matematiche
Sarebbe triste. Ma alla fine serve per bilanciare il caos brutto che ci circonda, le inutilità che fanno rumore invece di armonizzare. Se guardi quello che AG Fronzoni (woo, sito su Tumblr) ha disegnato, il senso che ne ricavi non è di vuoto o di rigore fine a se stesso. Ma di apertura, spazi liberi (non vuoti), aria, respiro.

Colui che disegna, disegna innanzitutto se stesso.

Certe volte prendi la metropolitana…

Stasera ho preso la metropolitana da Vanvitelli a Colli Aminei. Era affollata, avevo la borsa col computer e una busta in mano con un chilo di pere Nashi e un chilo di pere Mastantuono da portare a mia mamma. Ero incazzata, con la luna storta. Per nessun motivo importante. Giornate che non sopporti niente, che ogni  minima cosa ti pesa.
Nella folla del vagone vengo sballottata un po’ qua e un po’ là. Penso che ci vuole una cazzo di pazienza, che come si può tollerare questa vita se poi pure la metropolitana è uno stress. Ma basta, voglio la metro di Londra a Napoli. Un ragazzo seduto mi si offre di tenermi la busta, io lo guardo come a dire: ma chi cazzo ti conosce, ma fatti i cazzi tuoi. Dico “no no, grazie”. Arriviamo alla stazione successiva, chi entra e chi esce. Spostati un po’, fai passare.
C’è una donna davanti a me con lo sguardo completamente assente, fisso nel vuoto, immobile davanti alla porta, appena appena appoggiata al palo per reggersi. Le do un’occhiata veloce e capisco che o sta male o sta stravolta per qualcosa o ha problemi mentali. Ma la mia reazine è ugualmente di stizza invece che di compassione. Penso ma vedi a questa che non si sposta! Che ce li ha solo lei i problemi??
Ha varie buste piccole in mano, quelle delle farmacie. Su una leggo Gibaud. Lei è una donna minuscola, emaciata, con un viso tristissimo e scavato, pallida. Anzi, grigia. Proprio grigia, con un sottotono giallognolo. Non più di 42-43 anni ma sembra una vecchia allo stremo delle forze, esausta della vita. Ha i capelli molto radi, neri, sporchi e lisci. Alcuni bianchi, che spiccano. Le cadono alcune buste di mano mentre la gente le passa davanti. Il ragazzo che s’era offerto di tenermi la busta con le pere si china e gliele raccoglie. Noto che la sua mano destra è deforme, con le dita mozzate e storte. Penso a un incidente sul lavoro, al fatto che sarà stato a nero. Al polso ha un braccialetto con su scritto Valentina, di quelli con i cubetti di plastica, ogni cubetto una lettera. Porge la bustina alla donna che non reagisce. Penso: mano male che c’è Valentina. E poi mi sento raggelare. Il ragazzo mi guarda e trova la forza per sorridermi come a dire: ma che cose strane si vedono eh? Si libera un posto accanto a lui e mi fa cenno se voglio. Rispondo di nuovo col mio no no. Vicino a lui si siede una vecchietta. Io mi metto di spalle rispetto alla donna con le bustine per non vederla. Inizio a sentirmi male, a sentirmi la gola stringere. Un ragazzo menomato e una donna che pare in uno stadio depressivo prossimo al suicidio. Sto proprio davanti al ragazzo, che è sereno mentre io sono turbata. Attacca bottone con la vecchierella che subito imbastisce il dialogo, mica come me. Il ragazzo voleva proprio fare due chiacchiere. Purtroppo ha incontrato sta stronza con le pere. Cerco di partecipare, almeno sorridendo e annuendo. Lui spiega che nonostante quella mano non gli danno la pensione. È un ragazzo con la faccia buona sui 23-24 anni. La vecchietta chiede: uè ma com’è stato, un botto?? E lui: no signo’, sono nato così… ma non vi credete eh, io faccio tutte cose, porto la macchina, il motorino. Io riesco solo a sorridere e annuire, non mi esce una parola. La vecchierella gli dice: fai buon! Nun da rett’! E entrambi annuiscono facendo cenno alla poveretta con l’aria persa che sta proprio lì accanto ma dalla quale io messo una distanza di anni luce per non pensare a chissà che guai aveva.
La prossima fermata è la mia. Il ragazzo continua a chiacchierare, dice alla vecchietta che le stesse cose che gli dice lei gliele dice sua mamma. È un ragazzo di una bontà quasi ingenua. Uno buono, di quelli che vengono presi per scemi. Continua a guardarmi con quegli occhi buoni, nonostante non fossi stata molto socievole. Nonostante non gli avessi detto una parola. Mi guarda come a dirmi: ma tanto lo so che non sei una stronza.
La signora si prepara a scendere. Le tendo il braccio e lei ringrazia e sorride con un bel sorriso aperto e gioviale. Bellissimo sorriso, che mi ha sciolto un po’ del gelo che sentivo addosso.
Lei fa gli auguri al ragazzo e lo saluta. Io gli faccio un ultimo sorriso e trovo finalmente la decenza di rivolgergli la parola. Gli dico ciao. “Ciao, buona fortuna”. Che sai come gli è suonato strano buona fortuna.

Arrivo a casa dei miei, so che non c’era nessuno. Che erano andati tutti a fare spese, i miei figli e i cuginetti insieme ai loro fantastici nonni.
Le pere erano per mia madre. Che adora questa varietà non molto comune, ormai, delle Mastantuono. Una specie di calumè della pace tra me e lei, che litighiamo sempre. Le pere nashi invece erano per farle vedere ai miei cittini. Cose strambe che compra mami.

La casa vuota mi fa tornare un po’ del gelo che sentivo in metropolitana.
Ho pensato a quando quella casa davvero un giorno sarà vuota.
Ho pensato alla poveretta stravolta e immobile davanti alla porta del vagone.
Ho pensato al ragazzo con quella mano così.
A quanto sono stata come non voglio mai essere e invece finisco a essere. Che dovevo intercettare e accogliere la sua voglia di chiacchierare. Quello almeno lo dovevo fare. Chiedere alla donna se potevo aiutarla, non ce l’avrei mai fatta.
Ho pensato a quanto ho bisogno di altre persone io accanto per essere un po’ più decente. Che se quella situazione in metropolitana l’avessi vissuta con il mio cavaliere accanto l’avrei gestita in tutt’altro modo. E forse avremmo combinato dei pasticci ma non avrei sentito quel gelo.

Per non piangere in quella casa grande e vuota mi sono messa a leggere la prima cosa che ho trovato su Reeder.
Ma mi è rimasto il groppo in gola per tutta la sera.
Mia mamma ha apprezzato le pere della pace, ma mi ha ridicolizzata per quelle giapponesi.
Per fortuna ha mostrato interesse mio figlio, e gli ho spiegato che sono un frutto raro e strano, un misto tra mela e pera. La forma della mela, la buccia della pera e la polpa… strana, la consistenza compatta della mela, ma il sapore è quello di quelle peracce che io non sopporto, le Kaiser, dolciastre e appiccicose.

But there will be something, or several somethings, that will cause it to be misunderstood by those who are only able to frame new creations in the context of what came before them. Apple’s watch won’t fit in an existing mold. It won’t be a phone on your wrist. It won’t be a watch as we know it. We already have excellent phones. We already have excellent watches. For the Apple watch to be worth creating, it must be excellent at something else.

Daring Fireball: Prelude to Tomorrow’s Big-Ass iPhone Apple Event

Eh sì, ci ha preso proprio!

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