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it’s time to pass to PragmataPro font

Per gli amanti dei font mono stretti (io li chiamo alti), Pragmata è un’opzione da tenere presente (e da prendere in considerazione quando si hanno minimo 59€ da investire in leggibilità). 
Uno dei font mono più completi (supporto ad alfabeti diversi, tantissimi caratteri unicode, braille) in assoluto.

È brutto, ma funziona.
Interessante anche l’uso decontestualizzato (apparte il prodotto che illustra):

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Gestire una mailing list con Wordpress, uhm

Visto che mi sono, per il momento, scocciata di pensare alla parte tecnica di un blog su Wordpress, mi sto svagando a giocare con la parte amministrativa.

Se uno o una volesse metter sù una newsletter o una mailing list, che opzioni ha? Beh in sintesi: plugin vari che gestiscono la cosa dentro Wordpress (eviterei, non amo stare nell’admin di WP), o servizi esterni di terze parti. Ovviamente conosciamo tutti MailChimp, ma non è il solo. Questi però sono orientati esclusivamente all’email marketing, e non è detto che calzino (a me). Infatti…

MailChimp mi incuriosiva (ricevo parecchie newsletter gestite da loro, da anni) e quindi è il primo che ho provato. Bocciato molto a malincuore. Diciamo che la differenza grossa tra un servizio e l’altro la fa la disponibilità di template più o meno carini e più o meno modificabili, e quelli di MailChimp lo sono un po’ tutti. Interfaccia web carinissima e funzionale. Ma una politica ferrea sulla responsabilità dell’utente di quello che manda: per non farlo spammare, lo obbliga, in calce a ogni mail che invia, di apporre il proprio indirizzo fisico. Ma siamo pazzi? Nel mio caso sarebbe l’indirizzo di casa, non di una vaga sede lavorativa, della mia compagnia o della mia azienda. Capisco questa necessità (è un obbligo di legge in USA e in UE, per i soggetti commerciali, se così si chiamano), ma decisamente non è tagliata sulle esigenze microscopiche che avrei io. Adieu, scimmiotto. 

Opzione 2: Mad Mimi. Molto meno carina di MailChimp, template più rudimentali ma gestibili. La newsletter di Realmac è stata gestita per un certo periodo con questo servizio (prima erano su MailChimp, ora su Campaign Monitor, e per inciso addolciscono il footer burocratico con questo messaggio). Le loro mail sono sempre state belline. Quindi sì, gestibile. Politiche un attimo più rilassate: nel footer devi mettere un riferimento, che si presuppone debba essere sempre il famoso indirizzo fisico, ma non sono fiscali. Nel footer di fatto puoi metterci anche l’indirizzo del sito.
Potrei accasarmi con Mad Mimi. Ma l’interfaccia web è pochissimo profescional, pare un servizio inizio 2000.

Opzione 3, perché ormai le provi tutte: Campaign Monitor. AMAZING. Eggrazie, lo usa pure Apple :)) Ma non manda mezza mail, manco di prova, se non ti fai un abbonamento. Per me ora non è in agenda. Ma se volessi spendere dei soldi (volessi, non credo mai mi servirà un servizio così cazzuto), non guarderei altro: interfaccia web favolosa, facilità d’uso disarmante, template curatissimi, tutti belli, nessuno imbarazzante (MailChimp ne ha e Mad Mimi ne abbonda). App iOS, fatta bene, per monitorare live le proprie campagne. Il sito è da guardare per due ore, tanto fornisce spunti (colori, layout, organizzazione). 
E per di più: flessibile. Non irrigidito sulle politiche di MailChimp. Se sei in ballo per questioni di marketing, metti i tuoi recapiti e obbedisci alla legge. Se usi il servizio a puro scopo comunicativo (qualcuno potrebbe obiettare che qui siamo in zona d’ombra però), non lo metti. Non è obbligatorio. I template sono gestibili in ogni parte.

Infine: i plugin per Wordpress. Diciamo che il 90% dei plugin gratuiti è pura monnezza e non li userei mai. Ci sarebbe qualche opzione, ma nessuna entusiasmante. C’è il vantaggio (oddio… quale?) di gestirsi le mailing list in totale autonomia, ma affidarsi a Wordpress da meno sicurezza: è comunque un sistema vulnerabile che ha bisogno di tantissimo, noiosissimo, baby sitting, figurati con le email di chi ha avuto la bontà di iscriversi alla tua mailing list. Per me è pure scomodo, perchè trovo scomodo Wordpress nel complesso. Ma per chi lo conosce a menadito o usa solo quello, magari il plugin è una scelta sensata. Io per ora guarderei solo MyMail.
Si potrebbe pensare che questi plugin siano meglio integrati con il resto di Wordpress ma non è così: gli altri servizi lo sono altrettanto (attraverso altri plugin, loro o di terze parti). Vanno settati, è meno immediato, ma il risultato è probabilmente migliore.

Un problema di tutti? Avere una email responsive su mobile è un’impresa da Madonna di Lourdes: i client email fanno tutti schifo, nessuno visualizza una mail nello stesso modo. Qualcuno (Mailbox!) non mette nemmeno i font a grandezza da mobile. Anche se non so se il problema è lato client o lato codice dell’email. Vedo che la cosa si verifica soprattutto con le mail da Mad Mimi: in Mailbox visualizzate come una pagina web desktop, in altri client come una pagina web tagliata per il mobile.

Ho deciso cosa scegliere? No. Ma le maggiori chance credo ce le ha proprio Mad Mimi.

Questo week end invece di dare una botta finale sul tema di Wordpress ho deciso di sistemare la pagina temporanea. Perché dopo aver finito il tema all’80% ho deciso di rifarlo daccapo.
Chi fraveca e sfraveca nun perde maje tiempo.
PS: il browser nello screenshot è Breach, io spero che il Safari di Yosemite gli assomigli molto.

Questo week end invece di dare una botta finale sul tema di Wordpress ho deciso di sistemare la pagina temporanea. Perché dopo aver finito il tema all’80% ho deciso di rifarlo daccapo.

Chi fraveca e sfraveca nun perde maje tiempo.

PS: il browser nello screenshot è Breach, io spero che il Safari di Yosemite gli assomigli molto.

Atiza Typeface on Behance
La versione completa è pay what you want. Poi c’è una versione ridotta, pay with a tweet.  Molto bella e curata, e direi che si percepisce anche il calore tipico latino (l’autore è di Valencia).  Ma non la provo, il download previo spam su Twitter è una pratica che non condivido.

Atiza Typeface on Behance

La versione completa è pay what you want. Poi c’è una versione ridotta, pay with a tweet.
Molto bella e curata, e direi che si percepisce anche il calore tipico latino (l’autore è di Valencia).
Ma non la provo, il download previo spam su Twitter è una pratica che non condivido.

L’esperimento di Bic sul font universale, un po’ sulla falsariga di Bic come penna universale.
A partire da agosto dovrebbe esser pronta la prima versione (anche scaricabile). Sarà un handwritten ricavato dalla fusione di tutti i campioni di scrittura a mano che riusciranno a raccogliere, su Universal Typeface Experiment. La versione definitiva non ci sarà mai, il font si adatterà mano mano che Bic raccoglierà nuove scritture. Beh, forse prima o poi si scocceranno :)

Sul sito si possono consultare i risultati secondo età, professione, paese. Chi lavora nella finanza, ad esempio, sembra avere una T diversa da tutti gli altri. Storta, ostile.

(Fonte: youtube.com)

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