hello.

Le malade virtuel

Da quest’estate uso MyFitnessPal per registrare quello che mangio e quello che faccio come attività fisica.  
L’obiettivo è tornare in forma a un anno e mezzo dalla gravidanza, che questa volta mi ha lasciata con kili che sembrano marmorizzati, non se ne vanno. Alla mia seconda gravidanza magnai come una porca e presi 20kg, poi se ne scesero da soli allattando, piano piano.
Non mi illudevo che mi sarebbe andata altrettanto di lusso, ma ho provato lo stesso a vedere se scendevo con un po’ più attenzione al cibo, provando periodi (brevi) di assalti lowcarb che stavolta credo mi abbiano fatto, alla fine, solo male. Scendevo e rimbalzavo, lo yo-yo di Donna Moderna et similia.
Allora quest’estate quando sono andata in vacanza mi sono messa a correre. E la cosa ha dato frutti, ma è durata troppo poco.
C’ho quindi abbinato “una dieta”, loggando tutto in MyFitnessPal.
All’inizio tutto ok, sopportavo il tedio.
Dopo una decina di giorni il tedio ha cominciato a farsi pesante.
A settembre è uscito iOS 8 con HealthKit. Io ho una lieve ma temibile tendenza a essere ipocondriaca, e quell’app già dal nome mi metteva ansia.
Poi è uscito l’Apple Watch e io ho capito che non era quel coso che volevo, così ho comprato un Jawbone Up, per rimediare un po’ al tedio di dover loggare l’attività fisica in MyFitnessPal.
Dopo un po’ ho iniziato ad avvertire una sensazione, un feeling, di fastidio e ansia ogni volta che dovevo introdurre quei dati. Ho visto che HealthKit ne prende pochi, che ha una mezza utilità solo a loggare valori biometrici (brrr, BRRR) tipo pressione.
E zac. Due settimane fa ho avuto un mezzo collasso, pressione alta, dovuto a stress e forse carenze (per due giorni MFP mi aveva avvisato che avevo mangiato meno di 1200Kcal., very bad). Mai capitata una cosa così, bruttissima. Vista appannata, giramenti di testa vorticosi, tachicardia. 
Ho pensato che l’aiuto che mi stava dando la tecnologia era davvero grandioso! Che aiuto!
Il fatto che mi sia capitato un paio di giorni dopo che avevo guardato HealthKit mi ha per sempre rovinato l’experience di quell’app. Non posso pensarla e non associarla a problemi di salute. Per me X nera sopra ora e per sempre.
Ma forse, esisterà proprio per quello? Per affrontare i problemi(ni?) di salute? There’s an app for that™. La tecnologia risolve problemi, no? O aiuta a risolverli più facilmente.
Può essere, non dico di no. Nell’ottica poi dell’americano medio ottimista e entusiasta (naïf…), può essere che funzioni.

Nel mio caso no. 
Loggare, registrare, leggere notifiche che non si è inserito il pranzo (magari non l’hai fatto), che stai sotto di 20gr. di carbo ma sopra di 5gr. di grasso… dio mio, basta. Quel braccialetto che da fastidio e pare un presidio medico chirurgico™ e che s’impiglia e che dovresti tenere pure di notte, tipo catetere. No, a letto manco un braccialettino. Non importa se non loggo le calorie del sesso. Terapia sessuale. C’è pure un’app for that, l’ho vista sull’AppStore.

Sto pensando di mollare tutto. Mi sento malata. 
Siamo tutti malati. Ma il guaio è sentircisi…
Le app, aiuteranno e essere meno malati, ma a sentircisi di più.

Voglio riprendermi la libertà di non loggare i dati del cibo, quelli dei giochi sul tappeto coi bimbi (quante calorie sarà fare il cavalluccio?).
L’uso della tecnologia nel mio caso amplifica stati d’animo negativi, rende un problema ONNIPRESENTE. Poi l’ingigantisce. Quando ha finito te ne crea altri immaginari. O virtuali.
Per me, è così.
Credo di essere un caso un po’ atipico. E la tecnologia per essere disruptive ha bisogno di essere di massa. E di omologare gli atipici. 
Io resisto. Non mi fido, e la tecnologia invece per essere catchy deve darti l’illusione di poter funzionare, di essere capace di renderti autosufficiente, capace di gestire muscoli e ciccia come uno scienziato. TUTTI QUEI DATI.
Eccesso di confidenza, pericolosa come la mancanza di fiducia. 
Io credo che sta roba sia davvero potenzialmente pericolosa. Handle with care. Io non ho una testa tale da poterla gestire con equilibrio, anche se credo che la tendenza della tecnologia sia a disequilibrare, a creare una sorta di dipendenza. Però intanto mi mette questi strumenti in mano. Ma chi ti insegna a farne buon uso? Il dottore? Forse bisognerà iniziare a farlo a scuola, “tecnologia responsabile”, ma chi è preparato, chi ha capito bene di cosa stiamo parlando? È un problema nuovo. Hai le chiavi della macchina, ma sai portarla? 

Non loggo più niente da domani.

Oppure oppure… se cambiassi app?
Ecco. A volte con la tecnologia mi sento come Zeno con le sigarette.

Fibonacci Grid System Icon Design from Masahiro Katsumata

Bellissima animazione. Ma quest’ossessione per la (affascinantissima) successione di Fibonacci dovrebbe finire.
Questi ce la applicheranno pure quando si tagliano il panino per la mortazza.

(Fonte: vimeo.com)

John Siracusa, spostate

Una mia recensione di OSX 10.10 Yosemite da cima a fondo, ragionata, articolata e soprattutto approfondita in ben un paio d’ore d’utilizzo.

Impatto: sempre devastante quando cambia la UI di un sistema operativo. E questa è la trasformazione più radicale in tutta la storia di OSX. Che, ricordiamolo, ha avuto anche una fase del genere:

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Eppure quanto piaceva, quando uscì, Cheetah? Era nuova e osava (il brushed metal, le strisce!), doveva piacere per forza.
Poi mano mano stancò, iniziammo a dire che le strisce affaticavano e che il metallo spazzolato era kitsch e pesante. Uscirono i temi (molto hack) per OSX, e io li usai fino a Tiger, sostituendo la glassa con cose più soft. Alcuni temi erano veramente belli e piacevoli, altri ovviamente erano più kitsch dell’originale:

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Questo per dire che il debutto di Yosemite non fa schifo.
È il primo passo su un percorso nuovo, seppur prevedibile dopo le ultime evoluzioni di iOS. Cambiare strada è sempre un osare, uno sfidare le abitudini. È lì che l’utente (IO) sente il fastidio del nuovo. Si deve riabituare, abbandonare gli schemi vecchi e farsi piacere i nuovi.

Non ci trovo grosse magagne in 10.10, ma piccoli dettagli estremamente fastidiosi. Ne dico due.

Il meno ovvio (perché quello ovvio è Helvetica!) è che i bottoncini in alto a sinistra sulle app ora si comportano in maniera diversa e per me più stupida: invece di ingrandire la finestra aperta alle dimensioni necessarie a mostrare tutto il contenuto (tipicamente, la pagina di un browser), adesso il terzo bottone manda l’app in fullscreen. Apple vuole che usiamo le app in fullscreen, come se stessimo usando un enorme dispositivo iOS mono-app. Che ha molto senso ad esempio sul monitor 5k del nuovo iMac, no?
Poi non so, non conoscerò l’utente medio di OSX, ma se non è troppo dissimile da me usava mille volte al giorno il terzo bottone (il +) per ingrandire (o ridurre) una finestra! Ingrandire ora una finestra il giusto necessario non si fa più automaticamente, devi farlo a mano. Questo significa non riuscire mai ad allinearlo perfettamente come prima sul dock. Anche se adesso, una volta arrivati al dock, la finestra non è ulteriormente estendibile, sotto il dock non va più. Vi si siede sopra scendendo di 2-3 px. Visivamente fa cacare.
Mi viene voglia di fondare un MoVimento 5 stelle di utenti Apple. Contro la ka$ta di Kupertin0. Gente che soffriamo. Vaffanculo!

Altro dettaglio stonato è il comportamento delle icone sul desktop: lo snap to grid funziona a cazzo di cane idrofobo, le icone dopo un clean up risultano spesso sballate, cambiate di posizione in basi a criteri alcolici. Ma questi saranno bug, non scelte come quella dell’uccisione del terzo bottone. Bug piccolini ce ne sono qua e là, niente di grave, solo scocciature. Icone ballerine anche in Launchpad (che io utilizzo molto, nella prima pagina ho tutte le app che uso spesso e che non tengo sul dock, perché lungo e affollato non mi piace). L’ho dovuto risistemare e c’ho messo tre ore. Alcune app non appaiono (ma nel Finder sì: io pensavo che Finder e Launchpad si conoscessero).

Questo a livello di usabilità e stabilità. 
A livello meramente estetico: ho dovuto cambiare wallpaper dopo, uhm, 6 anni. La trasparenza e la sfocatura di menu bar e dock rendono malissimo se sotto ci sono sfondi di colore uniforme. Io non amavo nemmeno il dock 3D forzato di Lion/Maverick, l’ho sempre usato 2D, ma questo di Yosemite sempre per via di trasparenza+sfocatura se si trova sul mio consueto sfondo grigio scuro rende il tutto di una monotonia mortale. È anche vero che tenevo lo sfondo quieto per contrastare il casino del dock 3D con tutti quegli effetti visivi.
Insomma, ho messo come sfondo una foto non troppo incasinata (una bella foto da un concept per Windows 9, tra parentesi) e mi sta piacendo come resa. Non è monotona e non distrae.

Poi c’è Helvetica. Se n’è detto di tutto di più. Repetita scocciant. Ma non è solo il font in sé (è inadatto pure su iOS, ma lì col Retina non ti cechi). È anche la dimensione notevolmente ridotta rispetto al Lucida Grande storico (RIP). Quando passai a Mac la grandezza del font di sistema mi sembrava ridicola. E poi invece…
Questa ora mi pare ridicola in senso opposto. Ma non è solo occhio e abitudine, che questo Helvetica su schermi non retina sia ancora peggio a leggibilità l’hanno detto tutti quelli che in merito hanno autorità per parlare.
E non è solo Helvetica a rendere malissimo, ma anche le iconcine sulla menubar. Che per altro mi sembrano molto più grossolane nelle linee. E ho detto grossolane, non essenziali. Ho messo tutto in Bartender perché non ce la faccio a vederle. Insomma è come avessi davanti un monitor di merda. Non che il Macbook Air abbia un monitor di classe, è piuttosto modesto. Ma farlo decadere da modesto a merda richiede proprio una volontà precisa e sfacciata: Apple ci vuole con display retina, magari 5k. 
Beh, se avesse almeno aggiornato TUTTA la linea di Macbook e monitor al retina contestualmente all’introduzione di Yosemite, forse avrebbe fatto meno la figura della stronza assatanata e forse mi sarei sentita io in difetto ad avere un Mac vecchissimo di un anno.
E invece ultimamente è proprio assatanata, vedi iPhone 6 entry level con 16 GB di presa in giro.
Poi però ci regala Yosemite… Chi mi ricorda?

Vinta ( Free Font ) on Behance

Beh non male, al solito non esistono varianti e pesi, solo un regular, free.

L’idea viene da Adobe Jenson, l’ispirazione è vagamente veneziana. 
Purtroppo poi l’autore ha deciso di fare assomigliare il font a una stampa seicentesca con i bordi dei caratteri un po’ grezzi.
Peccato, ha rovinato il font. La prima versione visibile sulla pagina linkata sopra era molto meglio e molto più usabile.
Ma questo è, quando si fa un font solo per divertimento e lo si regala.

Vinta ( Free Font ) on Behance

Beh non male, al solito non esistono varianti e pesi, solo un regular, free.

L’idea viene da Adobe Jenson, l’ispirazione è vagamente veneziana.
Purtroppo poi l’autore ha deciso di fare assomigliare il font a una stampa seicentesca con i bordi dei caratteri un po’ grezzi.
Peccato, ha rovinato il font. La prima versione visibile sulla pagina linkata sopra era molto meglio e molto più usabile.
Ma questo è, quando si fa un font solo per divertimento e lo si regala.

Running serio

Dialogo con uno che mi conosce:

- come vanno i piedini, ti fanno male le bolle?

- …sopporto, almeno non sanguino

- devi cambiare scarpette

- sì! Le devo prendere…

- …di un altro colore

[…] perfectionists are very skilled at hiding their pain. Admitting to suicidal thoughts or depression wouldn’t exactly fit in with the image they’re trying to project. Perfectionism might not only be driving suicidal impulses, it could also be simultaneously masking them.

The Alarming New Research on Perfectionism — Science of Us

Trovo l’argomento interessante…
Chi è ingabbiato in quella prigione mentale che è la mania di perfezionismo è ossessionato al punto tale da nascondere e nascondersi questa piaga psicologica. Che se rivelata potrebbe sfregiargli l’immagine…
Mi viene sempre in mente DFW, che predicava bene, la compassione, l’understanding tra noi fellow esseri umani.
E poi si impiccò.
Compassione per tutti, tranne che per sé stessi.

C’è qualcosa di nobile, un’etica da samurai, in tutto questo, ma è meglio non percepirla.

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