Hello mug

Oggi finalmente una giornata di sole. Anestetico e droga, perchè non solo ti cura ogni dolore (dell’anima almeno, però pure il mal di testa), ma ti da un’euforia infantile e insensata, un ottimismo cieco, una leggerezza nonostante il piombo addosso di mille problemi, quelli tuoi privati e quelli condivisi con tutti, pubblici. 

È una salvezza e una condanna. Ma della condanna che ce ne fotte, oggi.

Questa di Pino Daniele per me è la canzone di quando esce una giornata di sole dopo tanti giorni di grigio e pioggia. La più bella delle sue, per me.

(Fonte: youtube.com)

Ignoro i criteri di valutazione ma dubito che siano adeguati allo scopo. C’è qualità di vita in una città che vive anche di notte, con bar, negozi, locali aperti e frequentati, a differenza di molte città che alle nove di sera sono deserte senza coprifuoco. Considero qualità della vita poter mangiare ovunque cose squisite e semplici a prezzi bassi, che altrove sarebbero irreali. Considero qualità della vita il mare che si aggira nella stanza del golfo tra Capri, Sorrento e Posillipo. Considero qualità della vita il vento che spazza il golfo dai quattro punti cardinali e fa l’aria leggera. Considero qualità della vita l’eccellenza del caffè napoletano e della pizza. Considero qualità di vita la cortesia e il sorriso entrando in un negozio, la musica per strada. Considero qualità della vita la storia che affiora dappertutto. Considero qualità della vita la geografia che consola a prima vista, e considero qualità della vita l’ironia diffusa che permette di accogliere queste graduatorie con un “Ma faciteme ‘o piacere”.
Per consiglio, nelle prossime statistiche eliminate Napoli, è troppo fuori scala, esagerata, per poterla misurare.
— Erri De Luca, sulla statistica che vuole Napoli al penultimo posto tra le città più vivibili d’Italia. (via re-noir)

(via iamjackssmirkingrevange)

Jonathan.
Oggi tirava un vento così forte dal mare verso terra che i gabbiani si mettevano controvento a ali spiegate e semplicemente galleggiavano in aria.

Jonathan.

Oggi tirava un vento così forte dal mare verso terra che i gabbiani si mettevano controvento a ali spiegate e semplicemente galleggiavano in aria.

Guida Merliani chiude, fa una vendita fallimentare al 70% di sconto e questo è quello che succede: riot! ‘O burdell. Per un libro. Due, cinque, venti!
Le persone sono affamate di cultura, l’avreste mai detto? I libri in Italia costano troppo.  
Nota di merito alla pietosa stronzetta che vorrebbe l’esclusiva per i soli abitanti della Repubblica Vomerese.  

Io abito nel quartiere, ma la mia Guida è quella di Don Mario.

Amapola, Trio Los Panchos (by oldibutgoodi54)

A Napoli, chi passeggia le mattinate in Via Toledo, a un certo punto, tra la Banca Commerciale e la Galleria Umberto, viene catturato da una voce bellissima di donna. Accompagnata da contrabbasso e fisarmonica, canta spesso questa canzone. Ma come lo fa! Recitata, quasi. Con una soavità così suadente. È una bella bionda prosperosa tra i 45 e i 50 che solo a guardarla ti fa immaginare tutta una vita.
Nell’aria si mescolano le note e l’odore delle sfogliatelle di Pintauro. La gente sembra tutta con la testa tra le nuvole, e io pure.

Il corso Vittorio Emanuele è una strada strana. Collega il Vomero e Mergellina, ma non disdegna di affacciarsi sui Quartieri spagnoli e su Montesanto. Offre palazzi vista mare e negozi dai prezzi tutto sommato abbordabili, macchine costose e università per ricchi, e trova il suo inizio in un contesto dall’aspetto popolare come quello di piazza Mazzini.


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