Hello mug

Un uomo che coltiva il suo giardino, come voleva Voltaire.
Chi è contento che sulla terra esista la musica.
Chi scopre con piacere una etimologia.
Due impiegati che in un caffè del Sud giocano in silenzio agli scacchi.
Il ceramista che intuisce un colore e una forma.
Il tipografo che compone bene questa pagina che forse non gli piace.
Una donna e un uomo che leggono le terzine finali di un certo canto.
Chi accarezza un animale addormentato.
Chi giustifica o vuole giustificare un male che gli hanno fatto.
Chi è contento che sulla terra ci sia Stevenson.
Chi preferisce che abbiano ragione gli altri.
Tali persone, che si ignorano, stanno salvando il mondo.
— Jorge Luis Borges
Io fiore di campo, giglio di valle.
Ma come giglio tra spine così è
tra le donne l’amica mia.
E come melo tra legni di bosco così è
tra gli uomini l’amico mio.
Adagiarmi sotto la sua ombra,
così dolce il suo frutto alla mia bocca…
— Io (rif. 1, 2, 3)
Io l’asfodelo della pianura
Il giglio degli acquitrini
Come tra i cardi la rosa
È tra le femmine l’amica mia
Come il melo nella boscaglia
È tra i maschi l’amico mio
Ho grande voglia di rannicchiarmi
Nella sua ombra
Dolce è il suo frutto nella mia bocca.
Cantico dei Cantici, 2, 1-3, traduzione di Guido Ceronetti
Ego flos campi, et lilium convallium.
Sicut lilium inter spinas, sic
amica mea inter filias. Sicut
malus inter ligna silvarum, sic dilectus
meus inter filios. Sub umbra illius quem
desideraveram sedi, et fructus ejus dulcis
gutturi meo.
Cantico dei Cantici, canone latino (rif.)
ἐγὼ ἄνθος τοῦ πεδίου κρίνον τῶν κοιλάδων
ὡς κρίνον ἐν μέσῳ ἀκανθῶν οὕτως ἡ
πλησίον μου ἀνὰ μέσον τῶν θυγατέρων
ὡς μῆλον ἐν τοῖς ξύλοις τοῦ δρυμοῦ οὕτως
ἀδελφιδός μου ἀνὰ μέσον τῶν υἱῶν ἐν τῇ σκιᾷ
αὐτοῦ ἐπεθύμησα καὶ ἐκάθισα καὶ καρπὸς
αὐτοῦ γλυκὺς ἐν λάρυγγί μου
Cantico dei Cantici, canone greco
È difficile fare
le cose difficili:
parlare al sordo
mostrare la rosa al cieco.
Bambini, imparate
a fare le cose difficili:
dare la mano al cieco,
cantare per il sordo,
liberare gli schiavi
che si credono liberi.
Poi, l’informatica. È vero che il software non potrebbe esercitare i poteri della sua leggerezza se non mediante la pesantezza dell’hardware; ma è il software che comanda, che agisce sul mondo esterno […]. La seconda rivoluzione industriale non si presenta come la prima con immagini schiaccianti quali presse di laminatoi o colate d’acciaio, ma come bits di un flusso di informazione che corre sui circuiti sotto forma d’impulsi elettronici. Le macchine obbediscono ai bits senza peso.
È legittimo estrapolare dal discorso delle scienze un’immagine del mondo che corrisponda ai miei desideri? Se l’operazione che sto tentando mi attrae, è perchè sento che essa potrebbe riannodarsi a un filo molto antico nella storia della poesia. […] La poesia dell’invisibile.
— Italo Calvino, Lezioni Americane
Mi sveglio
più stanco
di quando mi
sono addormentato.
È l’effetto del pensiero
che resta lì impigliato
dentro l’oggetto
della sua passione
e non si spegne,
trascinato
dietro alla visione
dell’abbaglio.
Sto sulla traccia
del tuo fantasma
e, nell’assenza,
vivo amplificato:
la tua voce,
l’odore… tutto
diventa immaginato
ed è una caccia
che, di colpo
incosciente dentro il sogno,
mi lascia più sfibrato
— Paolo Ruffilli
Tutto le mani sanno
dicono e fanno
ti piace che ti tocchi
e io precipito in te
nel mio toccarti
mi aggrappo ai tuoi lati
per crollarti dentro
più nel fondo
e sento di tenerti
quanto più sono tenuto
salvato
quanto più sono perduto
e non ti entro
solo per la bocca
per gli occhi
per il naso
ti passo nel sudore
e sono nel tuo sangue
siamo squartati
l’uno nell’altra
e nello squartamento
più beati
— Paolo Ruffilli
Quando le mie parole si sono trasformate in miele
di mosche si sono coperte le mie labbra
— Mahmud Darwish
Arriverà la vita
arriverà
arriveranno le grandi cime
mosse dal vento
l’azzurro dei fiumi
e la neve
e i giorni senza peccato.
Arriverà la squaw dei tuoi pensieri
l’anima ideale
i figli ideali
e la vita.
Arriverà la primavera
coi suoi fiocchi rosa
come se avesse partorito
la femminilità.
Arriverà la gioia di vivere
a costo di morire.
— Salvatore Toma

Quando quaranta inverni assedieranno la tua fronte,
e nel campo della tua bellezza scaveranno trincee profonde,
la superba livrea della tua ammirata giovinezza
sarà un cencioso panno tenuto in poco conto.

Ti si chiedesse allora dove sia la tua bellezza,
dove tutto il tesoro dei tuoi ardenti giorni,
dire nei tuoi stessi occhi infossati
sarebbe vergogna divorante e sprecato elogio.

Quanto maggior elogio meriterebbe l’uso della tua bellezza,
se tu potessi rispondere «Questo mio bel figlio
salderà il mio conto e scuserà me vecchio»,
provando la sua bellezza, per successione, tua!

Sarebbe esser rifatto nuovo quando sarai vecchio
e veder caldo il tuo sangue quando lo sentirai freddo.

— William Shakespeare - Sonetti - n.2
caffeacolazione:

Szymborska, grazie (consiglio questo)
Prospettiva (da “Due punti”)
Si sono incrociati come estranei, senza un gesto o una parola, lei diretta al negozio, lui alla sua auto. Forse smarriti O distratti O immemori Di essersi, per un breve attimo, amati per sempre.
(…)
E io, solo per un istante Certa di quel che ho visto, cerco di persuadere Voi, Lettori, con brevi versi occasionali quanto triste è stato. 

caffeacolazione:

Szymborska, grazie (consiglio questo)

Prospettiva (da “Due punti”)

Si sono incrociati come estranei,
senza un gesto o una parola,
lei diretta al negozio,
lui alla sua auto.

Forse smarriti
O distratti
O immemori
Di essersi, per un breve attimo,
amati per sempre.

(…)

E io, solo per un istante
Certa di quel che ho visto,
cerco di persuadere Voi, Lettori,
con brevi versi occasionali
quanto triste è stato. 


pagina 1 di 3, puoi navigare da tastiera con ← e →

Following:

© 2007–2013 Gustomela.net heart Don't believe the hype.